Il mondo zootecnico è nel pieno di una trasformazione profonda. Le nuove normative europee, la pressione della grande distribuzione e le aspettative dei consumatori spingono sempre più allevatori a rivedere le proprie strategie. L’obiettivo non è solo aumentare la produttività, ma farlo in modo responsabile, trasparente e sostenibile.
L’allevamento sostenibile oggi non è più un’opzione, ma una necessità. E la tecnologia sta diventando una risorsa fondamentale per chi vuole innovare davvero, ridurre l’impatto ambientale e garantire il benessere animale.
Le direttive europee impongono standard più alti su diversi fronti: benessere degli animali, uso corretto delle risorse, impatti ambientali.
Anche le filiere agroalimentari si stanno adeguando con richieste sempre più precise:
• tracciabilità completa dei prodotti;
• riduzione dell’uso di antibiotici;
• presenza di certificazioni ambientali.
Per gli allevatori, questi cambiamenti rappresentano un banco di prova, ma anche un’occasione per migliorare la reputazione dell’azienda, ottenere incentivi pubblici e rafforzare i rapporti con clienti e distributori.
Molti allevamenti stanno introducendo sensori e dispositivi connessi in grado di raccogliere dati 24 ore su 24.
Basta uno sguardo alla dashboard per sapere se tutto sta andando come dovrebbe. Si tengono sotto controllo:
• i parametri vitali degli animali (temperatura, alimentazione, movimenti);
• le condizioni ambientali (clima interno, ventilazione, rumore);
• eventuali segnali di malessere o comportamenti fuori norma.
Questo approccio permette di intervenire subito, prevenire malattie, ridurre lo stress animale e ottenere produzioni più sane e di qualità.
Anche l’acquacoltura rappresenta oggi un modello avanzato di allevamento controllato, dove digitalizzazione e dati in tempo reale contribuiscono a ottimizzare benessere animale e produttività. Approfondisci nel nostro articolo → Acquacoltura sostenibile: un settore chiave da ripensare per il futuro

Raccogliere dati non serve solo a migliorare l’efficienza interna. Oggi è fondamentale poter dimostrare con numeri concreti il proprio impegno ambientale. Alcuni dei KPI più utili sono:
| Indicatore | Cosa racconta |
| Consumo di acqua, energia, mangime | Impatto delle risorse utilizzate |
| Rendimento per capo | Efficienza produttiva |
| Emissioni e scarti | Impronta ambientale |
| Tracciabilità | Affidabilità del percorso produttivo |
Questi numeri, se ben raccolti e comunicati, fanno la differenza sia in fase di audit che nella comunicazione con clienti, enti pubblici e stakeholder.
Chi vuole fare il salto verso un allevamento sostenibile non deve stravolgere tutto da zero. Esistono strumenti pensati per affiancare le aziende in questo percorso.
In4Agri è una piattaforma nata proprio con questo obiettivo.
Con un solo sistema si possono:
• raccogliere dati da diversi dispositivi già in uso;
• visualizzare le informazioni in modo chiaro;
• ricevere notifiche automatiche in caso di anomalie;
• generare report personalizzati, anche per rendicontazioni ESG.
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L’allevamento sostenibile è un sistema di allevamento che integra aspetti ambientali, sociali ed economici per produrre alimenti di origine animale riducendo gli impatti negativi sull’ambiente, valorizzando il benessere degli animali e supportando la sostenibilità economica degli allevatori. Questo approccio mira a conservare risorse come acqua e suolo, proteggere biodiversità e ridurre emissioni, garantendo al contempo prodotti sicuri e nutrienti.
Per allevamenti sostenibili si intendono quei sistemi produttivi in cui pratiche responsabili minimizzano l’impatto ambientale (per esempio su suolo, acqua ed emissioni), migliorano il benessere animale e promuovono resilienza economica e sociale nelle comunità rurali.
Gli aspetti chiave includono:
Per rendere un allevamento più sostenibile si possono adottare misure come:
Un allevamento biologico è un tipo di allevamento che segue normative e disciplinari specifici, garantendo uso limitato di prodotti chimici, rispetto dei ritmi naturali di crescita degli animali, accesso all’esterno e mangimi biologici, favorendo così un impatto ambientale più basso e maggior benessere animale.
L’allevamento estensivo è un metodo in cui gli animali trascorrono gran parte del tempo all’aperto su pascoli naturali o seminaturali, sfruttando un legame forte tra animale e territorio e favorendo biodiversità e dinamiche ecologiche locali.
La sostenibilità ambientale in allevamento riguarda la capacità di un sistema zootecnico di ridurre impatti negativi su ecosistemi, suolo, aria e acqua, attraverso tecniche che limitano le emissioni di gas serra, ottimizzano l’uso delle risorse e conservano habitat naturali.
Il benessere animale comprende le condizioni in cui gli animali sono allevati, inclusi spazio adeguato, buona salute, alimentazione corretta e comportamenti naturali, garantendo che la loro vita sia lontana da stress, dolore e sofferenza ingiustificata. Questo è parte integrante della sostenibilità degli allevamenti moderni.
L’allevamento tradizionale influisce sull’ambiente attraverso emissioni di gas serra, uso intensivo di acqua e suolo, deforestazione per la produzione di mangimi, e possibile contaminazione delle acque da deiezioni non gestite correttamente. La sostenibilità punta a mitigare questi impatti.
Un allevamento sostenibile può:



